Milano, 22 marzo 2010. La città dedica per la prima volta una personale allo street artist Banksy nel contesto di (con)temporary art.
Un creativo italiano, Guildor, in vena di:
a) autopromozione
b) tributo
(ognuno scelga la risposta preferita) entra alla mostra, appende al muro una propria opera, un orologio con una lancetta costituita da una lama da bisturi, e la attribuisce a Banksy tramite apposito cartellino.

Il gesto artistico viene ripreso da una telecamera e pubblicato da Repubblica.it.
Pare che molti dei visitatori della mostra siano caduti nel tranello di Guildor, pesce d’aprile in anticipo.
Guildor dichiara:
Le mie opere non sono mai invadenti, durano poco tempo e spesso possono essere rimosse. Questo intervento è soprattutto un gesto da fan
Anche Banksy gioca spesso su immagini pre-esistenti, spesso pubblicitarie.
We are all FAKES
Non c’è dubbio.
Ci domandiamo però quando il gesto creativo finisce e l’invasione di campo (altrui) inizia. Si può parlare di ispirazione o questo è stato solo un “consiglio per gli acquisti“?
Risposta a o b? Per farsi un’idea, è on-line il sito di Guildor e il suo canale YouTube.
Joy
Tags: arte, Banksy, Guildor, la Repubblica, Milano, Street Art







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